Sabato 18 Set 2021 - ore 10.00

Regionalismo

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Il regionalismo italiano, uno dei grandi elementi di novità della Costituzione repubblicana, ha vissuto diverse stagioni. Dall’entusiasmo per la sua attuazione negli anni ’70, dopo lunghi anni di “ostruzionismo di maggioranza”, si è passati alla discussione sulla necessità di riformarne alcuni aspetti, forse prima ancora di aver dato piena attuazione al disegno originario, spinta soprattutto dalle istanze di maggiore autonomia che venivano dalle regioni settentrionali. A cavallo del millennio quelle riforme sono state approvate con le leggi costituzionali 1/99 e 3/2001, che hanno profondamente modificato sia la forma di governo regionale sia l’equilibrio dei rapporti tra lo Stato e le autonomie territoriali, mostrando alcuni nodi problematici in fase di attuazione, che hanno richiesto un intenso lavoro della giurisprudenza costituzionale per ricondurre il sistema ad unità. Negli ultimi anni la discussione sul regionalismo è stata occupata dal tema dell’autonomia differenziata, per poi arrestarsi di fronte all’emergenza pandemica, che ha inevitabilmente condizionato ogni discorso sul potere pubblico. Alla prova di circostanze straordinarie, il modello regionale disegnato nel triennio 99/2001 ha mostrato limiti e contraddizioni, soprattutto per quanto riguarda la forma di governo delle regioni, che impongono ancor di più una riflessione d’insieme sul rapporto tra la garanzia dell’autonomia e la necessaria unità dell’ordinamento giuridico repubblicano.

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