Sabato 17 Mag 2014 - ore 10:00

Il centro storico di Napoli patrimonio dell’umanità

Istituto Italiano per gli Studi Storici

Palazzo Filomarino, via Benedetto Croce 12

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Marta Herling, Lucio D’Alessandro, Marco Salvatore

Comunicati stampa

Il cinema DI e DA Napoli

Il programma sarà definito a breve

Finanziamenti privati e nuove tecnologie sono la ricetta per il centro storico di Napoli
Nasce l’idea di un’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli

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È stata una vera e propria assemblea pubblica l’incontro del Sabato delle Idee dedicato al tema del “Centro storico di Napoli patrimonio dell’umanità”. Oltre trecento persone, tanto da dove far ricorso ai monitor delle altre sale, e soprattutto i rappresentanti di oltre trenta associazioni ed istituzioni culturali che operano nel Centro storico, hanno affollato Palazzo Filomarino, la prestigiosa sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici che proprio nel mese di Maggio ha aperto le sue porte per la Mostra dedicata alle “Storie e leggende napoletane di Benedetto Croce”, tema portante dell’edizione 2014 del Maggio dei Monumenti del Comune di Napoli.

Due sono state le strade principali tracciate per lo sviluppo e la valorizzazione del centro storico di Napoli. Innanzitutto la strada degli investimenti privati nel settore dei beni culturali indicata dall’urbanista Uberto Siola, presidente della Fondazione Internazionale per gli Studi Superiori di Architettura. “La politica della cultura come risorsa ha bisogno delle energie private per svilupparsi – ha spiegato Siola – ed allora, in un momento in cui finalmente il governo nazionale mostra di voler mettere in campo un’azione forte sulla valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale, è giunto il tempo di saper trovare le condizioni per indurre il privato ad agire sulla valorizzazione dei beni culturali. Una politica siffatta del resto è anche quella prevista e richiesta dalla Comunità Europea, che lega l’assegnazione di fondi per il recupero dei monumenti alla capacità di produrre ulteriore spesa preferibilmente ad opera dei privati”.

E poi la strada della valorizzazione dei beni culturali attraverso le nuove tecnologie, indicata da Luisa Bocciero, coordinatore del Progetto “Suor Orsola patrimonio dell’umanità certificato dall’UNESCO”, che ha illustrato le attività del Centro Universitario di Ricerca Scienza Nuova come esempio di nuove opportunità di fruizione tecnologica dei beni culturali: digitalizzazione del patrimonio bibliotecario, diagnostica e restauro di beni culturali con strumenti tecnologici avanzati e creazione di nuove applicazioni per visite guidate a mostre e musei. Una nuova strada fisicamente esemplificata dalla presenza in sala di una stampante 3D che ha dato prova delle grandi potenzialità delle nuove tecnologie tridimensionali.

La metropolitana a Porta Capuana e la riqualificazione “verde” del Porto

La mattinata delle “idee” è proseguita con l’intervento di Aldo Loris Rossi, membro emerito dell’Accademia delle Arti del disegno, che ha proposto una ricetta in tre punti per la valorizzazione del centro storico di Napoli: evitare la polverizzazione degli interventi, mettendo in campo un piano organico di azione; la creazione di una nuova fermata intermedia della metropolitana a Porta Capuana, che sani l’eccesso di distanza tra Piazza Garibaldi e Piazza Cavour e proietti il turista direttamente in una delle zone nevralgiche del centro storico; una riqualificazione “verde” del Porto di Napoli, da realizzare attraverso la rottamazione della miriade di magazzini e depositi inutilizzati ed antiestetici, creando tra il molo di San Vincenzo e il varco del Carmine una zona fruibile dai turisti che praticamente colleghi il Porto al centro storico senza soluzione di continuità. Una proposta, quest’ultima, che ha avuto l’immediata approvazione anche del Soprintendente per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per Napoli e Provincia, Giorgio Cozzolino, che ha sottolineato anche il ruolo importante nell’individuazione di criticità e proposte che sta svolgendo l’Osservatorio Permanente del Centro Storico di Napoli – Sito UNESCO, presieduto da Elena Coccia.

Le idee della Cittadinanza attiva

Ma soprattutto la parte più ricca di proposte è stata quella riservata alle idee della “Cittadinanza attiva per il centro storico di Napoli”, con gli interventi di associazioni, comitati, fondazioni, università e istituti culturali del centro storico. Dal progetto sui “Portali storici della Città” illustrato daBernardino Stangherlin, già direttore della Società Sirena, alla detassazione delle Dimore Storiche, proposta del presidente regionale dell’ADSI, Marina Colonna. Dalla proposta di uno studio di fattibilità sul rapporto investimenti privati/sviluppo e occupazione nel centro storico proposto dal presidente dell’Associazione Strategie di sviluppo, Valerio Marotta, al grande progetto di restauro e valorizzazione della Basilica di San Giovanni Maggiore già avviato dall’Ordine degli Ingegneri di Napoli e presentato dal suo presidente Luigi Vinci, attraverso un ricco programma per il Maggio dei Monumenti.

L’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli

Una su tutte la proposta che ha incontrato i maggiori consensi: la nascita di un’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli, lanciata da Enzo De Paola, presidente dell’Accademia Europea di Musica ed Arti dello Spettacolo, e già avallata dal presidente della SIAE, Gino Paoli. Un progetto – ha spiegato De Paola – che ha l’obiettivo di creare un percorso formativo di integrazione per i bambini e ragazzi in situazione di disagio, per sviluppare, attraverso la musica, attitudini ed abilità in grado di favorirne le capacità di socializzazione e di crescita”.

Insomma tante buone idee che avranno inevitabilmente bisogno di finanziamenti pubblici e privati. Ed in tal senso sono state decisamente rassicuranti le conclusioni del dibattito affidateall’Assessore regionale ai Lavori pubblici, Edoardo Cosenza, che, illustrando l’intervento della Regione per il restauro di Palazzo Penne, ha spiegato come “siano assolutamente infondati gli allarmismi sull’incapacità della Regione Campania nella spesa dei fondi europei”. Infatti, come ha evidenziato Cosenza, illustrando un impegno di spesa regionale di quasi due miliardi di euro solo sulla città Napoli, “la sovrapposizione tra la programmazione 2007-13 (che permette di spendere i fondi entro il 31 Dicembre 2015) e la programmazione 2014-20 consente alla Regione, come sta già facendo, di finanziare progetti addirittura anche oltre i fondi previsti dalla programmazione 2007-13 potendo già attingere a quelli della programmazione successiva”.

Insomma sembra ci aspettino 18 mesi in cui si potrà finalmente avere soldi da spendere. Ora la vera rivoluzione sarebbe finalmente spenderli bene.

Il centro storico di Napoli patrimonio dell’umanità
Le idee della cittadinanza attiva si confrontano con le Istituzioni

Sabato 17 Maggio ore 10 a Palazzo Filomarino
A seguire la visita alla Mostra “Storie e Leggende napoletane di Benedetto Croce”

0081“Dichiarato dall’Unesco nel 1995 Patrimonio dell’umanità, il centro storico di Napoli è indiscutibilmente una realtà unica al mondo e salvare e valorizzare questo patrimonio, che sopravvive nonostante i tentativi di sventramento intrapresi fra gli anni Settanta e Novanta in nome della “riqualificazione”, della «bonifica sociale» e della tesi secondo cui il tessuto edilizio della città da tutelare fosse soltanto quello nel perimetro delle mura aragonesi, rappresenta oggi una indispensabile battaglia di civiltà”. Presenta così Marta Herling, segretario generale dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici, il quarto appuntamento della sesta edizione de “Il Sabato delle Idee” dedicato al tema “Il Centro storico di Napoli patrimonio dell’umanità”, che si svolgerà Sabato 17 Maggio alle ore 10 nella prestigiosa sede dell’Istituto fondato da Benedetto Croce a Palazzo Filomarino.

Già nel 1972 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici apportando modifiche al Piano Regolatore Generale Comunale stabiliva che: “monumento da rispettare e salvaguardare è tutta la città antica, tutto l’insieme della sua struttura urbanistica, quale si è venuta lentamente componendo nei secoli: non solo i singoli edifici monumentali, ma l’intero ambiente, anche ai fini di un’appropriata riqualificazione del complesso tessuto sociale che in esso si è stratificato nel corso dei secoli”.

Oggi il progetto Centro storico di Napoli Unesco approvato dalla Commissione Europea con uno stanziamento significativo, anche se insufficiente a realizzare un risanamento complessivo, di 100 milioni di euro, offre l’opportunità di dare avvio al risanamento conservativo e alla valorizzazione della città antica.

“L’auspicio – evidenzia Marta Herling – è che gli interventi che verranno realizzati, non si limitino al restauro dei singoli monumenti, ma prendano in considerazione l’intero tessuto urbano, le strade, le piazze, gli spazi e i servizi pubblici, e garantiscano la vivibilità e la sicurezza del contesto civile e ambientale, ai residenti, ai cittadini che lo frequentano e vi svolgono attività ed ai turisti che lo visitano”.

In tal senso “Il Sabato delle Idee” ha voluto promuovere una riflessione ed un confronto tra istituzioni pubbliche, enti culturali, scientifici ed accademici che operano nel centro storico, ed associazioni civiche e ambientalistiche impegnate per la salvaguardia e la vita del patrimonio antico della città, con la partecipazione di illustri studiosi ed esperti.

La discussione sarà introdotta da Marta Herling, segretario generale dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici, Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, e da Marco Salvatore, condirettore de “Il Sabato delle Idee” e sarà coordinata da Marco Demarco, editorialista de “Il Corriere della Sera”.

In apertura le relazioni sul tema “Il centro storico e la città: ieri, oggi e domani” affidate a Piero Craveri, professore emerito di Storia contemporanea all’Università Suor Orsola Benincasa e Presidente Fondazione “Biblioteca Benedetto Croce”, e ad Aldo Loris Rossi, membro emerito dell’Accademia delle Arti del disegno.

Poi due focus di approfondimento su “I progetti e i piani urbanistici per il centro storico” con gli interventi di Giorgio Cozzolino, Soprintendente per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per Napoli e Provincia, e di Uberto Siola, presidente Fondazione Internazionale per gli Studi Superiori di Architettura, e sul tema “Il vincolo Unesco e il piano di gestione per il centro storico” con gli interventi di Luisa Bocciero, coordinatore del Progetto “Suor Orsola patrimonio dell’umanità certificato dall’UNESCO”, Elena Coccia, presidente dell’Osservatorio Permanente del Centro Storico di Napoli – Sito UNESCO, e di Giancarlo Ferulano, direttore del Servizio di Pianificazione e gestione del territorio – Sito Unesco del Comune di Napoli.

Le idee della cittadinanza attiva

A seguire uno spazio dedicato alla “Cittadinanza attiva per il centro storico di Napoli” con gli interventi di associazioni, comitati, fondazioni, università e istituti culturali del centro storico per lanciare idee e proposte per gli spazi per i cittadini: vie, piazze, siti monumentali, biblioteche, scuole, aree per incontri ed attività culturali ed aree verdi.

Le conclusioni saranno affidate a Cesare de Seta, fondatore del Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea, ad Edoardo Cosenza, Assessore ai Lavori pubblici della Regione Campania, ed a Nino Daniele, Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, che introdurrà anche la visita guidata alla Mostra “Storie e Leggende napoletane di Benedetto Croce”, che raccoglie il tema portante del Maggio dei Monumenti 2014.

La Mostra “Storie e Leggende napoletane di Benedetto Croce”

Il Comune di Napoli ha dedicato l’edizione 2014 de “Il Maggio dei Monumenti” al tema Storie e leggende napoletane, titolo di un celebre volume di Benedetto Croce, fondatore dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici.

Ed è per questo che l’Istituto, insieme con la Biblioteca nazionale “Vittorio Emanuele III”, la Società napoletana di Storia patria, l’Accademia pontaniana e la Società nazionale di scienze, lettere e arti, ha promosso e curato percorsi espositivi, visite, conferenze e letture di testi lungo i temi del libro.

In particolare la mostra “Storie e leggende napoletane di Benedetto Croce” è stata concepita come itinerario espositivo che si svolge in quattro diversi momenti e nelle quattro sedi delle istituzioni che l’hanno promossa. Per ciascuna sede sono previste visite guidate e un programma di conferenze tenute da illustri studiosi dell’opera crociana con letture di testi da “Storie e leggende napoletane”, affidate ad attori protagonisti della vita culturale e teatrale della città.

Al termine del Sabato delle Idee sarà possibile visitare la Mostra “Luoghi di studio e di lavoro: la biblioteca di Croce e l’Istituto italiano per gli studi storici”, una mostra che apre le porte della prestigiosa sede dell’Istituto fondato da Benedetto Croce, al piano nobile di palazzo Filomarino.

Monumento di interesse storico e architettonico, il palazzo è all’angolo tra via San Sebastiano e il Decumano inferiore, tra il Gesù Nuovo e San Domenico Maggiore: nel cuore di Spaccanapoli. Le tracce più antiche sono i frammenti di due archi ogivali, visibili lungo lo scalone, che risalgono all’età angioina. Nel Cinquecento i principi di Sanseverino di Bisignano commissionarono a Giovan Francesco di Palma il monumentale portico del cortile, con le sue poderose colonne di piperno. Nella seconda metà del Seicento il palazzo passò ai Filomarino della Rocca, che ne fecero ricostruire l’ala superiore, distrutta dai cannoni spagnoli per snidare i rivoltosi durante la sommossa di Masaniello; al Sanfelice si devono il maestoso scalone e il grandioso portale in piperno.

Nel 1912 Croce acquistò il piano nobile, che nel Settecento aveva accolto Giambattista Vico come precettore dei giovani Filomarino. Una parte di esso divenne sua abitazione e ospitò la sua biblioteca, oggi sede della Fondazione “Biblioteca Benedetto Croce”. L’altra ala, decorata con affreschi del Settecento, stucchi e dorature di pregio, dal 1946 ospita la sede dell’Istituto italiano per gli studi storici, che oggi si estende su tre piani del palazzo.

La mostra espone materiali bibliografici e iconografici conservati nella Fondazione “Biblioteca Benedetto Croce”, legati alla prima stesura dell’opera “Storie e leggende napoletane” (1919), edizioni di pregio consultate da Croce in fase di elaborazione dei suoi scritti, fotografie della biblioteca del filosofo, disegni raffiguranti palazzo Filomarino e il testo “Un angolo di Napoli”.

È prevista inoltre la consultazione in formato digitale di opuscoli e documenti, tra i quali la prima edizione autografata di “Un angolo di Napoli” (1912), l’esposizione della pianta di Napoli del Lafréry del 1566, e la proiezione di un video con immagini dall’archivio e dalla biblioteca di Croce.

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